Il processo di dimensionamento, o razionalizzazione (come la chiamano) della pubblica amministrazione (cioè accorpamento delle sedi dirigenziali che non hanno un numero stabile di alunni tra 500 e 900 unità per almeno un quinquennio), ha le sue radici nella legge Bassanini del 1993. Che non funziona e va cambiata.

Ci hanno provato e ci sono riusciti a smantellare dalle fondamenta l’imponente edificio scolastico e formativo della scuola italiana. E ora tutti piangono.

Dirigenti scolastici, docenti, alunni, famiglie sono in affanno. Dal prossimo anno scolastico in Italia vi saranno 7461 dirigenti e direttori amministrativi in meno. E in Basilicata 26 istituzioni scolastiche non saranno più autonome.

I numeri economici vengono dettati dai piani economici europei razionalizzati e da normative italiane in linea con quelle europee. Ancora una volta i numeri economici (chiamati razionalizzazione) definiscono la portata della formazione nella scuola. Perché di questo si tratta, se pensiamo particolarmente agli aspetti relazionali che nella scuola non sono secondari. E non solo.

Vanno invece contenuti i limiti numerici, specie se riferiti ai territori montani fatti di piccoli comuni (in Basilicata oltre 100 comuni sono sotto di 5mila abitanti).
C’è un problema di investimenti, non di spesa. E bisogna investire. Anche nella scuola, deputata a fare istruzione, educazione, formazione.

Pasquale Tucciariello

 

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